Lisa Ponti
IL
FOGLIO
È UNA STANZA
CHIUSA
MA
MERAVIGLIOSA

September 15 - October 14, 2017

Lisa Ponti, IL FOGLIO È UNA STANZA CHIUSA MA MERAVIGLIOSA, installation view, 2017, Galleria Federico Vavassori

Lisa Ponti, IL FOGLIO È UNA STANZA CHIUSA MA MERAVIGLIOSA, installation view, 2017, Galleria Federico Vavassori

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Lisa Ponti

IL
FOGLIO
È UNA STANZA
CHIUSA
MA
MERAVIGLIOSA

September 15 - October 14, 2017

Molti anni fa, verso la fine degli anni ‘50, alle sette di mattina Gio Ponti andava nello studio vuoto e scriveva lettere agli amici, colleghi, clienti e tifosi mandando saluti dall’America, da New York.
Le lettere le dava poi alla sua segretaria che le avrebbe spedite in busta dall’Italia precedute da una picco- la nota, ‘Gio Ponti dall’America’.
A quei tempi volare in America con un Constellation, quattro motori a elica, ex bombardiere della Seconda Guerra Mondiale, era un avvenimento; se volavi in America eri quello che ‘era stato in America’.
Una di quelle lettere l’ho ricevuta anch’io. C’è un saluto di mano di Gio Ponti e un disegno veloce a penna. Quel disegno era molto speciale: non era una descrizione e neanche una rappresentazione e neanche un messaggio, era una specie di pittogramma, uno di quei disegni che hanno preceduto l’alfabeto ma che prima e al di là dell’ambiguità della parola, come in un flash improvviso, ti mettono in contatto con le emozioni dell’esistenza ‘senza riferirsi ad alcuna forma linguistica parlata’.
Quei disegni parlavano, senza parole, di amicizia di uomo a donna, di uomo a uomo, parlavano di compagnia, di nostalgia, di fiducia, di speranze, di verità e no, di sereno e tempestoso.

Lisa, la molto amata figlia di Gio Ponti, ha raccolto l’eredità del padre; non tanto l’eredità delle tecniche quanto l’eredità di base, quella più interna, cioè il generale coraggioso comportamento verso l’esistenza che è capace di scrostare la quotidianità dalle croste nonsense e recuperare sempre occhi chiari perplessi. Anche i disegni di Lisa mi sembrano più pittogrammi che - come si dice - messaggi; mi sembrano più apparizioni, epifanie, che dichiarazioni.
Ai suoi disegni Lisa ha aggiunto qualche titolo, non so se per aiutare se stessa o aiutare gli altri o per fare apparire altre epifanie insieme ai pittogrammi.
Tutto può darsi.

È sempre emozionante, è sempre incoraggiante incontrare qualcuno ancora capace di tenere gli occhi chiari e perplessi lungo la strada dell’esistenza.

Ettore Sottsass, 2005

pr
a-conversation-with-lisa-ponti-by-luca-lo-pinto